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 Nascono l'Osservatorio della Bikeconomy e sul Cicloturismo per valorizzare e progettare la ciclabilità utilizzando al meglio i fondi europei
di Marco Trabucchi (Il Sole 24 Ore)

Con una conferenza stampa su Geco (Green Tourism, Mobility & Energy Expo) è stata ufficializzata l'evoluzione dell'Osservatorio della Bikeconomy e la nascita dell'Osservatorio sul Cicloturismo, due nuovi luoghi privilegiati per conoscere e seguire gli sviluppi di uno dei settori più promettenti del nostro Paese e d'Europa.

L'associazione, composta da molteplici competenze ed esperienze - da economisti e urbanisti a filosofi - afferma il proprio operato con un nuovo comitato direttivo e scientifico, candidandosi ad essere l'interlocutore ideale per i decisori pubblici e le aziende che intendono fare investimenti nella mobilità sostenibile, diventata un tema sensibile a seguito delle nuove istanze di distanziamento e sicurezza che hanno costretto a reinventare la mobilità urbana dopo la pandemia Covid-19.

Istanze che hanno trovato terreno fertile anche in tema turistico, attraverso il turismo a due ruote - il cicloturismo - una modalità che anche l'Italia, dopo altri paesi Europei, sta sviluppando.

Un'opportunità unica per la valorizzazione dei territori in chiave sostenibile, grazie ad un trend in crescita che vale circa 50 miliardi in Europa e solo 5 nel nostro Paese. I dati del Rapporto 2020 Isnart-Unioncamere e Legambiente parlano chiaro.

Nel 2019, il cicloturismo - comprendendo turisti italiani e stranieri - ha generato quasi 55 milioni di pernottamenti, corrispondenti al 6,1% del totale e generando una spesa complessiva di 4,7 miliardi di euro, pari al 5,6% del totale, di cui 3 miliardi generati dalla componente internazionali dei turisti. La spesa media giornaliera pro capite del cicloturista si attesta intorno ai 75 euro. E sempre nel 2019 sono stati stimati 20,5 milioni di pernottamenti di cicloturisti italiani, con una stima di 25,9 mln di presenze a fine 2020 (+26%).

«La bici può ridisegnare il nostro territorio, come lo hanno fatto le auto negli anni '70. Il turismo di massa ha fatto molti danni, ma il cicloturismo può migliorare i territori, perché disegnare gli itinerari obbliga a fare rete e sistema tra i numerosi player coinvolti nell'indotto», ha sottolineato Sebastiano Venneri di Legambiente, membro dell'Osservatorio.

Non è un caso che la bicicletta sia protagonista del Piano nazionale di ripresa e resilienza, con 32 miliardi allocati per la mobilità sostenibile che si aggiungono ai 67,5 miliardi per la rivoluzione verde. Un comparto trainato da vendite in costante aumento con 1,7 milioni di biciclette vendute nel 2019 e oltre 2 milioni nel 2020 (3 al minuto) grazie alla spinta del bonus bici. Sempre più italiani – due milioni secondo le stime - usano la bici come mezzo di trasporto quotidiano, ma sarebbero oltre 6 milioni se le infrastrutture fossero adeguate.

«I due Osservatori saranno funzionali per supportare l'enorme potenziale che i fondi del Next Generation EU potranno far emergere e valorizzare. Un volano per la ripartenza che ha bisogno di progettualità», ha detto Gianluca Santilli, avvocato romano fondatore dell'Osservatorio Bikeconomy e coautore di Bikeconomy insieme a Pierangelo Soldavini. «L'obiettivo è quello di essere un punto di riferimento sul tema mobilità sostenibile, un centro di studi, analisi, progettazione e realizzazione nell'ambito della mobilità del futuro e della conseguente rigenerazione e valorizzazione di città e territori».

Un patrimonio, quello dell'Osservatorio, di progettualità, dati e analisi, acquisito in anni di studi e ricerche e che si avvale di partnership prestigiose: con l'Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, di Legambiente, ma anche della Dutch Cycling Embassy, network a partecipazione pubblica nato con lo scopo di «esportare» le best practice operate in Olanda, oltre che con Università e centri di ricerca, gruppi industriali e aziende internazionali operanti nel comparto.

Oltre alla consulenza sulla mobilità sostenibile, la rigenerazione urbana ed il turismo attivo, l'Osservatorio si propone anche di effettuare ricerche e analisi, formazione, anche in partnership con le Università e l'esecuzione materiale di progetti.